mercoledì 4 novembre 2009

Il Corpo

Ho un occhio devastato dalle dita sporche e uno pulito che non ho toccato. Mi presento così a te che decidi qualcosa del mio futuro. E’ ovvio, se mi sposto e vengo fin qui qualcosa lo deciderai pure.
Il mio alito è perfetto quando inizio a parlare. Peggiora dopo il caffè ma torna stabile con l’amaro e la sigaretta. Un po’ d’ansia la sento perché non ho mangiato nulla.
Ho lavato i capelli ieri sera, forse dovevo ripetere l’operazione prima d’uscire. Nella testa ho sempre quel dermatologo morto suicida lo scorso anno che mi sconsiglia l’eccessivo uso di shampoo e soprattutto “lavati la faccia il meno possibile”. Su quest’ultimo punto mi trovo molto bene, odio lavarmi il viso e lo faccio solo la mattina, a volte senza sapone. Acqua in faccia e via.
Le mie ascelle odorano dello stesso deodorante da dodici anni, vorrei tanto che si abituassero e che non fosse più necessario spruzzare tutti i giorni sulla mia pelle questa roba. La pelle è stupida quasi quanto il resto del corpo, le sole parti più imbranate sono le mani e il pene/ o la vagina.
Ci tengo a puntualizzare che il problema delle mani sporche l’ho risolto appena arrivato qui, chiedendo di andare in bagno. Purtroppo appena uscito di casa ho massaggiato una parete in un vicolo, lo faccio spesso per rilassarmi, e non è igienico lo so.
L’occhio è ormai sgonfio quando dico “scusami per l’occhio gonfio”.
Nel frattempo niente accade e tra poco dovrò tornare.
Mi gratto il collo pulito e do segni di cedimento quando il mio brontolio di stomaco invade la camera. Non mi viene offerto del cibo, probabilmente perché il mio rifiuto è scontato.
Dovevo pensarci prima – dovevi mangiare imbecille –
Per fortuna ho i piedi ghiacciati che m’incollano alla realtà: non sta succedendo niente.
Arriva un silenzio malato di qualche minuto, un virus potentissimo che prende solo me, ma si preannuncia contagioso. Mi sento insensato, è il virus, e tra poco anche chi decide il mio futuro si sentirà allo stesso modo. Non posso permetterlo.
Ok – è stata una bella serata –
Chi l’ha detto? Io o l’ho sentito. Non ne sono certo mentre mi gratto le dita con le chiavi e torno a casa.

martedì 3 novembre 2009

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E' meglio essere vedovi che amare dei morti viventi.

venerdì 30 ottobre 2009

Perdersi a Verona

Ieri ci siamo persi a Verona.
Eravamo un bel trio della morte io C. e F.
Alla fine siamo arrivati a destinazione ma prima abbiamo affrontato una triste realtà: non ci sono rotonde a Verona, solo dei fottutissimi ed obsoleti semafori.
Se in passato ho parlato di Padova come della città dove è facile arrivare in centro ma impossibile andare via; di Verona dovrei dire che è la città dove è impossibile arrivare ovunque, e basta, per il semplice fatto che sei fermo ogni 26,7 secondi.

Per carità, noi abbiamo le nostre colpe: siamo disattenti e fiduciosi come pochi quando si tratta di andare a vedere il concerto più DDDDDDOOOOOMMMMMM del pianeta, ma alla quarta via senza alcun senso logico qualcosa è cambiato dentro di me.
Tutti quei semafori rossi mi stavano facendo male.
Erano tanti, dappertutto.
La rabbia, cazzo quanta rabbia è arrivata.

Guidare mi piace sempre meno, e non solo perché non mi posso ubriacare, anzi, lo metterei in secondo piano. Il problema è il resto del mondo, il numero sempre maggiore di persone che nascono, compiono diciotto anni e guidano. Sono decisamente troppe e mi danno fastidio.
Per questo motivo ieri, arrivati al centotredicesimo inutile semaforo e alla sesta richiesta d’aiuto a personaggi veronesi più o meno affidabili ho pronunciato una frase che andava ben oltre le bestemmie gridate fino a quel momento. Mi sono reso conto che sfogarmi contro un dio che al 99,9% è frutto dell’immaginazione umana non mi stava aiutando. La gente, invece, pare proprio esistere. Per questo con la testa poggiata sul volante ho pronunciato “SPERO CHE MUOIANO TUTTE LE PERSONE DEL MONDO, TRANNE ME!” (in dialetto) ((potevo almeno tenermi una donna in vita)).

Ora, merito sicuramente l’inferno ma tanto non esiste.

Hanno contribuito alla mia rabbia anche:
- la nebbia
- una spia accesa nella mia macchia. Ho chiamato mio fratello per chiedere spiegazioni sulla spia e mi ha risposto “Tranquillo, è un allarme generico”. Mah.


Mi scuso con tutte le persone del mondo, auguratemi pure ogni genere di morte.


Ringrazio F. per avermi detto:"Hai fatto bene a dirlo". Anche se poi ha vomitato.

giovedì 29 ottobre 2009

Arrivare a Verona

C'è una nebbia fottuta,
ce ne sarà un'altra in macchina a fotterci,
e poi l'ultima sul palco a rubarci l'udito.

Insomma andiamo finalmente a vedere i Sunn O))), in mezzo al nulla ovviamente.

Non pregate per noi.
 

martedì 27 ottobre 2009

..

(prima di leggerlo sarebbe meglio accendere il fuoco qui sotto)

Apro il camino.

C’è una vespa gigante dentro che si lancia come una pazza contro la mia faccia e non posso evitare di colpirla ferocemente con la mano sinistra, riconducendola mezza morta nell’inferno ancora spento. Ormai ha le ali spezzate e la sua vita è finita, così mentre farcisco di legna e carta il suo futuro inferno non mi pento più di tanto, anche se una volta acceso il fuoco non faccio che pensare all’acqua e ad una piccola squadra di pompieri pronti a salvarla, ad una piccola ambulanza che la porta via, in un magico ospedale dove la faranno volare di nuovo.
“Se almeno m’avesse punto” penso “potrei gustarmi la vendetta”
Vendicarsi è talmente bello e talmente ingiusto (per questo ancora più bello) ma non ho avuto l’opportunità di farlo mai.

Quando la fiamme si sono ben impostate abbasso il vetro di sicurezza (o -chiudo il camino-). Subito dopo averlo fatto vedo delle facce all’interno, facce e mani che sbattono per poter uscire. Stanno bruciando. Sono tutte persone che conosco o conoscevo e stanno tutte bruciando…
…non ho avuto l’opportunità di farlo mai . .

Il fantasma della vespa se ne sta in parte a me, è gigante e m’appoggia un’ala sulla spalla. Ride come un pazzo.
Capisco a quel punto che sto sognando e mi metto a parlare con le povere anime dannate “state tranquille, è tutto finto, è solo un cazzo di mondo parallelo”

La vespa non smette di ridere. Io sono deluso, credo.

venerdì 23 ottobre 2009

Non ti rispondo perché sono una domanda morta.

mercoledì 21 ottobre 2009

"Ha gli occhi di suo padre"


Tuo figlio appartiene a Satana, Gail gliel'ha donato: in cambio avete avuto il successo. [...] Satana gli darà potenza, il suo nome sarà Adrian: distruggerà i potenti e rovescerà i loro templi, redimerà tutti i disprezzati, e farà vendetta in nome dei dannati e dei torturati. Ave, Adrian! [...] La sua energia sovvertirà il mondo, e durerà più a lungo della vita! […] Dio è morto! Solo Satana vive nel mondo! È l'Anno Uno, e Dio è morto!

giovedì 15 ottobre 2009


Inizio a pensare che la vita sia un rituale che nessuno ha il tempo di finire, oppure, che nessuno conosce veramente; e ogni volta si scatena il finimondo, perchè si risvegliano le -cose- sbagliate e si disperdono quelle giuste. Non credo serva la perfezione, credo invece nell'intuizione, ma la reputo persa da almeno tre quarti di noi. Io non so cosa sia e non ho idea delle -cose- che invoco . Per tal motivo mi ritiro da questa prospettiva .

consideratemi fuori dai giochi


Munkylus vi saluta
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