domenica 22 novembre 2009

quasi fottuto



Porca miseria, non mi riesce più di sognare a colori. Son più o meno due settimane che - bianco e nero - è il massimo che l'altro mondo mi concede.

E poi sono troppo complessi;
Perdo la voglia di ricordarli;

Devo tornare in una vecchia casa, ho le chiavi e dovrebbe essere disabitata; Invece ci sono molti acquari dentro.
Inizio un dialogo drammatico con dei pesciolini nemmeno tanto belli. L'atmosfera è terrorizzante ma una parte di me si sente a casa e dice "molte atmosfere familiari fanno paura". Quella parte di me è dietro una tenda e parla realmente. Evito di guardarla.
Per sfamare questi esseri (i pesci) spezzo un pezzettino di legno in piccolissime parti. Loro mangiano entusiasti. Ma dovete sapere che su quel pezzo di legno c'erano due strani animaletti (erano simili a topi grandi un centimentro) che ho dovuto spostare sul pavimento con poca gentilezza e questi si sono arrabbiati.
Ma la vendetta non avviene qui:
ora mi trovo in un parcheggio dove un individuo sconosciuto mi passa uno spray che può rivelare l'identità del diavolo. Gli dico che al diavolo non ci credo e una folla mi lega ad un palo e poi accende il rogo. Mentre brucio i topi di un centimetro mi saltano contenti sulla faccia. Loro non prendono fuoco. "Non avete fatto la prova dello spray!" grido.
Poi muoio e mi trasferisco sul mio letto dove mia madre all'età di vent'anni piange e mi dice che sono sveglio. Io rispondo "ma questo mondo è color seppia, io odio il color seppia, meglio bianco e nero a questo punto. Lei ride.

Poi non so, non so.  

mercoledì 18 novembre 2009

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Fammi paura
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Vorrei tanto credere che mi stai seguendo
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Una scusa per spararti in fronte
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Accetto anche lo scambio di ruoli
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Giochiamo
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Non prenderti gioco dei miei orari
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-Pazienza- è armata contro di me
e di te
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Non conta chi è rimasto e chi è impazzito.
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Voglio giocare ancora
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domenica 15 novembre 2009

-0-

Ragazzi; ormai adulti. C’è un problema. Ho trovato un’idea dentro. Ora so cosa devo scrivere.

Fermi. Sto già mentendo. E’ più forte di me.

Infatti, l’idea non mi è venuta adesso ma molto tempo fa, sei mesi addietro almeno ho cominciato a svilupparla.

All’inizio era pura e perfetta, poi l’ho sporcata di sballi vari, cose di cui non riesco proprio a fare a meno e l’idea è cambiata, forse in peggio o forse in meglio, è mutata in un piccolo mostro ingestibile.

Ora l’idea è grande, sono quasi cento pagine che non ho mai riletto e che gridano attenzione. Una specie di figlio che cresco senza badare a come sta crescendo.

L’idea mi fa compagnia. Dovrei rispettarla di più, credo.

Grassa, brutta e splendida.
Sporca.

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Cambiamo e restiamo sullo stesso discorso.
Tutto è sempre lo stesso discorso a pensarci bene.
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La febbre, l’avete avuta no? Alta. Il disgusto l’avete provato, è una sensazione chiara che non ha bisogna d’esser descritta ulteriormente. Vi siete mai svegliati senza dormire? Questo è più complesso ma capita a tanta gente. Unite il disgusto alla seconda risposta ed ecco che vi troverete in quartiere della mente abbastanza malfamato, sicuramente nauseato.
Se state così, verrà spontaneo alle vostre testoline inventare un conto alla rovescia senza uno -0- indicativo. Vi farà comodo.
Se state così, siete alieni sulla terra, fidatevi del vostro sesto senso, non certo di me.
E a questo punto le vostre idee saranno più importanti di voi, perché voi, non valete poi molto su un pianeta che non è il vostro, siate sinceri.

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La mia religione (inventata da me) la rispetto e non la conosco. Per questo m’è bastato un sogno per farmi bastare un altro sogno. Non ho certo pretese divine dal mio corpo e dalla mia mente. Cazzo, se mi danno dell’alcolizzato non mentono al cento per cento, che credibilità posso avere? Devo seguire quello che ho perso. Me stesso.

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Quello che sento in questo momento deriva dal Cristo Morto e Morto anche dopo sette giorni. E' il nulla. Scrivo e non provo niente, tranne la mia idea. Quella la sento, anche se ormai è diversa, è cresciuta, ha fatto esperienza, è andata a puttane senza precauzioni e s'è fatta di tutto, ma la sento anche se diversa. Forse andrà bene comunque.

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Tutti hanno dei figli inutili e stronzi.

mercoledì 11 novembre 2009

Al tramonto con me e Munky (che purtroppo non si vede - quasi -)


E sono sicuro che gli Earth apprezzano Ariano nel Polesine e il nulla in generale.

mercoledì 4 novembre 2009

Il Corpo

Ho un occhio devastato dalle dita sporche e uno pulito che non ho toccato. Mi presento così a te che decidi qualcosa del mio futuro. E’ ovvio, se mi sposto e vengo fin qui qualcosa lo deciderai pure.
Il mio alito è perfetto quando inizio a parlare. Peggiora dopo il caffè ma torna stabile con l’amaro e la sigaretta. Un po’ d’ansia la sento perché non ho mangiato nulla.
Ho lavato i capelli ieri sera, forse dovevo ripetere l’operazione prima d’uscire. Nella testa ho sempre quel dermatologo morto suicida lo scorso anno che mi sconsiglia l’eccessivo uso di shampoo e soprattutto “lavati la faccia il meno possibile”. Su quest’ultimo punto mi trovo molto bene, odio lavarmi il viso e lo faccio solo la mattina, a volte senza sapone. Acqua in faccia e via.
Le mie ascelle odorano dello stesso deodorante da dodici anni, vorrei tanto che si abituassero e che non fosse più necessario spruzzare tutti i giorni sulla mia pelle questa roba. La pelle è stupida quasi quanto il resto del corpo, le sole parti più imbranate sono le mani e il pene/ o la vagina.
Ci tengo a puntualizzare che il problema delle mani sporche l’ho risolto appena arrivato qui, chiedendo di andare in bagno. Purtroppo appena uscito di casa ho massaggiato una parete in un vicolo, lo faccio spesso per rilassarmi, e non è igienico lo so.
L’occhio è ormai sgonfio quando dico “scusami per l’occhio gonfio”.
Nel frattempo niente accade e tra poco dovrò tornare.
Mi gratto il collo pulito e do segni di cedimento quando il mio brontolio di stomaco invade la camera. Non mi viene offerto del cibo, probabilmente perché il mio rifiuto è scontato.
Dovevo pensarci prima – dovevi mangiare imbecille –
Per fortuna ho i piedi ghiacciati che m’incollano alla realtà: non sta succedendo niente.
Arriva un silenzio malato di qualche minuto, un virus potentissimo che prende solo me, ma si preannuncia contagioso. Mi sento insensato, è il virus, e tra poco anche chi decide il mio futuro si sentirà allo stesso modo. Non posso permetterlo.
Ok – è stata una bella serata –
Chi l’ha detto? Io o l’ho sentito. Non ne sono certo mentre mi gratto le dita con le chiavi e torno a casa.

martedì 3 novembre 2009

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E' meglio essere vedovi che amare dei morti viventi.

venerdì 30 ottobre 2009

Perdersi a Verona

Ieri ci siamo persi a Verona.
Eravamo un bel trio della morte io C. e F.
Alla fine siamo arrivati a destinazione ma prima abbiamo affrontato una triste realtà: non ci sono rotonde a Verona, solo dei fottutissimi ed obsoleti semafori.
Se in passato ho parlato di Padova come della città dove è facile arrivare in centro ma impossibile andare via; di Verona dovrei dire che è la città dove è impossibile arrivare ovunque, e basta, per il semplice fatto che sei fermo ogni 26,7 secondi.

Per carità, noi abbiamo le nostre colpe: siamo disattenti e fiduciosi come pochi quando si tratta di andare a vedere il concerto più DDDDDDOOOOOMMMMMM del pianeta, ma alla quarta via senza alcun senso logico qualcosa è cambiato dentro di me.
Tutti quei semafori rossi mi stavano facendo male.
Erano tanti, dappertutto.
La rabbia, cazzo quanta rabbia è arrivata.

Guidare mi piace sempre meno, e non solo perché non mi posso ubriacare, anzi, lo metterei in secondo piano. Il problema è il resto del mondo, il numero sempre maggiore di persone che nascono, compiono diciotto anni e guidano. Sono decisamente troppe e mi danno fastidio.
Per questo motivo ieri, arrivati al centotredicesimo inutile semaforo e alla sesta richiesta d’aiuto a personaggi veronesi più o meno affidabili ho pronunciato una frase che andava ben oltre le bestemmie gridate fino a quel momento. Mi sono reso conto che sfogarmi contro un dio che al 99,9% è frutto dell’immaginazione umana non mi stava aiutando. La gente, invece, pare proprio esistere. Per questo con la testa poggiata sul volante ho pronunciato “SPERO CHE MUOIANO TUTTE LE PERSONE DEL MONDO, TRANNE ME!” (in dialetto) ((potevo almeno tenermi una donna in vita)).

Ora, merito sicuramente l’inferno ma tanto non esiste.

Hanno contribuito alla mia rabbia anche:
- la nebbia
- una spia accesa nella mia macchia. Ho chiamato mio fratello per chiedere spiegazioni sulla spia e mi ha risposto “Tranquillo, è un allarme generico”. Mah.


Mi scuso con tutte le persone del mondo, auguratemi pure ogni genere di morte.


Ringrazio F. per avermi detto:"Hai fatto bene a dirlo". Anche se poi ha vomitato.

giovedì 29 ottobre 2009

Arrivare a Verona

C'è una nebbia fottuta,
ce ne sarà un'altra in macchina a fotterci,
e poi l'ultima sul palco a rubarci l'udito.

Insomma andiamo finalmente a vedere i Sunn O))), in mezzo al nulla ovviamente.

Non pregate per noi.
 


Munkylus vi saluta
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